DOMPEDRO ONLUS

Lettera di Natale 2009


Lettere e articoli - Lettera di Natale 2009
Carissimi amici,
il Natale é ancora lontano, ma approfitto di um po’ di tempo per scrivervi, giá che quest’anno, salvo imprevisti dell’ultima ora, non dovrei venire in Italia. Aprofitto adesso anche perché tra qualche giorno, l’11 novembre, saranno 25 anni del mio arrivo in Brasile. Chi l’avrebbe detto, sono ancora qui! E, parlando di anni, spero proprio l’anno prossimo di fare um salto a Brescia perché, se ci arrivo, completeró 60 anni. É la terza etá, la migliore? Vedremo quello che il Signore ancora mi chiederá da qui in avanti. Intanto cerco di fare del mio meglio, qui a Macapá, dove ormai sto raggiungendo i primi quattro anni (in febbraio) di responsabilitá. In questi giorni ho scritto uma semplice lettera pastorale, sia per ricordare a tutti alcuni impegni che la Diocesi si era presa durante l’Assemblea dell’anno scorso, sia per annunciare l’inizio della Visita Pastorale che spero di poter realizzare nei prossimi due anni. Sapendo che le distanze sono enormi, non so proprio se riusciró a raggiungere tutte le Comunitá. Delle 24 parrocchie peró 12 sono in Macapá e 3 in Santana, a 20 Km. Quindi sono parrocchie “visitabili” anche durante il tempo delle pioggie che qui non scherzano, da novembre-dicembre a luglio-agosto. Lasceró le parrocchie piú lontane e estese per l’estate.

Grazie al Signore, siamo arrivati a 10 sacerdoti diocesani e um po’ alla volta stiamo “ringiovanendo” il clero. Poi um giorno dovranno ringiovanire anche il vescovo, chiaro! Brescia comunque mi é sempre vicina, sia per l’amicizia, sia per le persone che passano da queste parti. In modo speciale devo ringraziare il Vescovo Mons. Luciano che in luglio ha incontrato i missionari bresciani in Venezuela. Ormai io sono tra i veterani, peró é sempre bello vedere che c’é ancora qualche giovane sacerdote che accetta la sfida di essere “Fidei Donum”. É la Diocesi di Brescia che non puó rinunciare ad essere missionária. Grazie a Dio e alla generositá dei bresciani. Questo, nonostante la crisi delle vocazioni. Non dobbiamo avere paura, il Signore ci aiuterá.

In Europa, in Brasile e in tutte le parti del mondo. A proposito della mia Lettera Pastorale, abbiamo deciso di riproporre qualcosa di cosí vecchio che abbiamo persino vergogna a presentarlo, ma che ha sempre funzionato e siamo sicuri continuerá a funzionare. Riproporremo “il Giorno della Parola” e precisamente il mercoledí, invitando le persone a riunirsi per um semplice Circolo Biblico. Dovranno ritrovarsi, insomma, attorno alla Parola di Dio, sperando, um giorno, di ritrovarsi tutti anche attorno all’Eucarestia. Intanto cominciamo, anzi, ri-cominciamo com la Parola, non solo perché c’é stato um Sinodo sulla Parola di Dio, ma anche perché il 2009 sará per il Brasile um Anno Catechistico. In piú Macapá completerá 60 anni di Prelatura-Diocesi (come me, che coincidenza!).

Cosa di meglio che ri-cominciare dalla Parola? Il fatto interessante é che stiamo convocando tutti quelli che vogliono per essere animatori dei Circoli Biblici, dai giovani della Cresima alle signore dell’Apostolato, dai responsabili dei Movimenti a chiunque abbia coraggio di aprire la sua casa ai vicini, oppure a chiedere ospitalitá in qualche famiglia della strada dove abita. Basta darsi da fare.

Tutto questo sullo slancio della Conferenza di Aparecida che ha convocato l’America Latina a uma grande Missione Continentale. Ma dove andiamo, in missione, se non abbiamo il coraggio neppure di uscire di casa o di aprire la nostra porta agli altri, per pregare insieme com la Parola di Dio in mano? Non é per caso che ho scelto come titolo della Lettera Pastorale le parole di S. Paolo: “Io non ho vergogna del Vangelo (Rom 1,16)! Invece sembra che siamo diventati tutti timidi e paurosi. Pieni di dubbi, spiando cosa fanno le centinaia di gruppi evangelici e sette per tutti i gusti, come se noi non avessimo piú niente di importante da annunciare.

Se il Vangelo é uma buona Notizia per noi, perché dovremmo tenerla nascosta? Al contrario, dobbiamo annunciarla, senza paure o false vergogne. Tutto questo é facile a dirlo. Credo, peró, che non ci mancherá l’entusiasmo, anche se appariranno tante difficoltá o scuse per starsene comodi. Sono convinto, peró, che sará la stessa Parola del Signore a farci sentire scomodi nelle nostre poltrone davanti alla telenovela di turno. Vedremo.

Devo dirvi qualcosa anche sulle elezioni municipali che abbiamo appena concluso. Per la prima volta c’é stato il ballottaggio a Macapá, che ormai ha superato i 200.000 votanti. Ha vinto il cugino dell’attuale Governatore, il quale ce l’ha messa proprio tutta perché il suo parente non perdesse, comprando addirittura piú voti che poteva. Com tante denunce di corruzione, vedremo se la Giustizia Elettorale deciderá qualcosa in merito, ma sará difficile. Anche qui sono tutti parenti o quasi! D’altra parte se avesse vinto l’altro candidato, sarebbe stato il figlio dell’ex-governatore. Insomma sembra che la disputa sia tra famiglie e relativi gruppi di potere che ci stanno dietro.

Uma volta erano i re che si trasmettevano il trono da padre a filho. Ancora oggi, a volte, abbiamo l’impressione che non sia cambiato molto! I discorsi sono pieni di promesse, per conquistare, o comprare, i voti della povera gente, che vive com difficoltá, peró alla fine quello che interessa é il poter amministrare i soldi della Prefettura (il Município) e dello Stato.
In queste circostanze é difficile anche scegliere in chi votare. “Ci resta solo la speranza” era il titolo di un vecchio e bel film... Ci resta la speranza nella buona volontá di quanti governano perché, tra um imbroglio e l’altro, si ricordino che ci sono tante persone ad aspettare e che i soldi in gioco non sono loro, personali. I governanti dovrebbero essere solo amministratori, possibilmente onesti, di quanto é di tutti. Invece si credono e agiscono da padroni. É evidente che come Chiesa non possiamo fare miracoli e neppure solo litigare.

Credo che dobbiamo difendere i principi etici e morali e aprofittare di tutte le occasioni per presentare i veri problemi dei poveri, che sono tanti, senza cercare privilegi o vantaggi per noi. Anche se ai politici piace sempre molto poter dichiarare che hanno “aiutato” la Chiesa! Per finire questo aspetto della situazione e per farvi capire che chi comanda é um ristretto gruppo di persone vi diró che praticamente non c’é opposizione nello Stato dell’Amapá. Di 24 deputati dello Stato 22 sono dell’alleanza del governo. Cosí la stragrande maggioranza dei deputati federali. Tutti e tre i senatori. In piú i giornali, le radio e le televisioni locali sono tutte proprietá dei politici e quindi difendono i loro padroni e lo “status quo”. Se qualcuno pensa diversamente é facilmente comprato con l’offerta di impiego o con la minaccia di perdere questo impiego, se giá é funzionario pubblico. In questa situazione é difficile alzare la voce. Non vuol dire peró che rimarremo in silenzio. Dobbiamo gridare per quanti sono abbligati a tacere. In nome della veritá e della giustizia.

Per quanto riguarda le costruzioni, siamo arrivati finalmente alla fine del grande Auditorium (1800 m²), alla cui costruzione hanno collaborato Cuore Amico, il Centro Missionário di Brescia (Quaresima), la Fondazione Marcello Candia e altri amici. Stiamo finendo l’impianto elettrico. Per le sedie (tante!) aspettiamo ancora l’aiuto di Cuore Amico. Comunque il piú é fatto. Speriamo adesso di riempirlo con attivitá interessanti, capaci di riunire e caricare di entusiasmo le persone. Pensando all’Auditorium stracolmo di gente, ho giá riempito due pagine e come sempre avrei tante altre cose da raccontarvi, pazienza. Vorrá dire che mi aspetterete per raccontarvele a voce!

Ricordiamoci tutti nella preghiera e in quella comunione di fede e di amore che supera tutte le barriere del tempo e dello spazio, perché se Lui, il Signore ha superato la “barriera” della divinitá per farsi uno di noi, uguale in tutto, meno che nel peccato, noi non dovremmo inventare scuse per dividerci e odiarci. Al contrario, dovremmo unirci e amarci sempre piú. É il grande messaggio di pace vera che ci porta il Natale. Buon Natale, dunque, a tutti, nella comunione universale del Dio fatto Bambino!

Macapá 05 novembre 2008

Il vostro inviato speciale in Amazzônia