DOMPEDRO ONLUS

Lettera di Natale 2010


Lettere e articoli - Lettera di Natale 2010
Carissimi amici,
anche se ci siamo incontrati durante il mese di aprile, quando sono stato in Italia per la visita Ad Limina, penso sia importante non solo scambiarci gli auguri per il Natale, ma anche condividere un poco della mia vita di missionario in Brasile da ormai quasi trent’anni. A questo punto ci sarebbe da domandarsi se dopo tanti anni uno puó considerarsi ancora “missionario”. Io continuo a considermi tale, innanzitutto perché mi sento ancora e sempre “inviato” dalla mia Chiesa locale, la chiesa bresciana con tutta la sua storia e gli esempi sacerdotali e missionari che ha. Mi sento poi missionario per la necessitá urgente di continuare oggi a mantenere vivo l’annuncio e l’esperienza della vita cristiana in questa societá dove ogni giorno siamo chiamati a “dar ragione della nostra fede”. Spero di riuscire a farlo con l’esempio e la fedeltá, anche se la vera azione evangelizzatrice e la vera conversione dei cuori sempre sará opera exclusiva e amorosa dello Spirito Santo. Noi dobbiamo cercare di essere collaboratori di questa grazia o, almeno, non esserle di ostacolo.
Ringraziando il Signore in gennaio di 2011 dovrei terminare la Visita Pastorale. É stata e continua ad essere una bella esperienza di comunione ecclesiale con la gente e, soprattutto, con i sacerdoti. Dando per scontato che forse al vescovo vogliono far vedere solo le cose che funzionano, devo peró riconoscere il grande sforzo di tutti per rendere, diciamo cosí, piú bella e simpatica la Chiesa. Sappiamo che oggi non é facile riunire le persone, farle pregare e cantare. Sono sempre pochi i generosi che trovano tempo per dedicarsi agli altri nelle varie attivitá pastorali e catechetiche. Ciononostante le comunitá non si fermano, anzi. Sicuramente, peró, dovremmo avere piú coraggio, non tanto per conquistare “clienti” come fanno i nostri fratelli pentecostali, ma, semplicemente, per non nascondere la nostra fede e, molto di piú, le motivazioni che ci fanno essere cristiani, competenti nel nostro lavoro, onesti nell’amministrazione dei soldi, sinceri nei rapporti con gli altri. In una societá dove abbiamo l’impressione di essere ingannati e sfruttati da tutti e tutti i giorni, se i cattolici riescono a ottenere la fiducia degli altri é giá un grande segno. Non ci interessa conquistare il potere o il controllo della situazione, come molti ancora pensano, ma la fiducia e il rispetto degli altri sí, per la nostra onestá, preparazione, gioia e disponibilitá nel servire.
Insomma, prima dei discorsi, il nostro esempio deve continuare a convincere o almeno a non allontanare! Piú o meno ripeto questa riflessione quando incontro le maestre o i professori nelle scuole, gli infermieri nei vari ambulatori, gli animatori nelle Comunitá e i Consigli Parrocchiali. Se in generale abbiamo l’impressione che il numero dei cattolici diminuisca, cerchiamo peró, o almeno, di aumentarne la qualitá. Invece delle lamentele mostriamo il coraggio e l’entusiasmo di essere cattolici, contenti di far parte della nostra Chiesa, senza voler strafare, ma anche senza nasconderci come se stessimo facendo qualcosa di sbagliato o di vergognoso.
Quest’anno, come sicuramente sapete, - dopo l’euforia della Coppa del Mondo - é stato un anno di elezioni per tutto il Brasile. Una legge di proposta popolare (qualche milione di firme raccolte) ha cercato di fermare i politici corrotti attraverso l’impugnazione delle loro candidature. Qualcosa di nuovo sta succedendo. Infatti se per qualsisi impiego pubblico si chiede la “fedina penale” pulita, perché i governanti e i parlamentari possono avere alle spalle processi per corruzione, traffico di droga, pedofilia, ecc.? É giusto che gli elettori conoscano la vita anteriore di chi chiede di essere votato, come si é arricchito, che cosa ha fatto di bene o di male. Di fatto alla fine, comunque, é stato il voto che ha definito quelli che saranno i nuovi governanti e legislatori. Nel nostro caso, nello Stato dell’Amapá é successo il finimondo. A pochi giorni dalle elezioni la Polizia Federale ha arrestato um buon gruppo di persone del governo statale. Secondo le accuse, hanno rubato milioni! Era tutto super organizzato. I deputati dello Stato approvavano tutto, il Tribunale dei Conti pure e cosí dividevano la torta.
Finalmente la gente ha capito: ecco perché gli ospedali non funzionano, le scuole cadono a pezzi, le opere in costruzione non finiscono mai o si rompono prima di essere inaugurate. Oggi l’amministrazione dello Stato é un caos e in piú con le casse vuote. Lo Stato é pieno di debiti che non paga, compresi gli affitti di alcune scuole di proprietá della Diocesi. É una vergogna. Purtroppo l’Amapá é diventato famoso per questo. Speriamo che al piú presto sia conosciuto anche per qualche altra cosa migliore e soprattutto piú onesta. Risultato: la maggior parte dei candidati coinvolti nello scandalo non sono stati eletti e il nuovo Governatore, a partire da gennaio, sará próprio quello che era l’ultimo nella lista delle preferenze pre-elettorali. La frittata, diremmo noi, si é girata... Speriamo per il meglio, ovviamente.
Come Diocesi stiamo inventandone una grossa. Nessuna novitá in sé, solo un grande lavoro per noi. Dopo circa due anni di Circoli Biblici preparati da noi, per gruppi che si incontrano nelle case, adesso vogliamo lanciare un nuovo Progetto di Circoli Biblici piú simile alla Lettura Orante della Bibbia. Sognamo, in dieci anni, di percorrere quasi tutta la Bibbia. Saranno 500 Circoli Biblici da inventare, 50 ogni anno. Materiale – la Bibbia – non manca. Spero non ci manchino le forze e la capacitá di avvicinare sempre di piú la gente semplice alla Parola di Dio. Sembra facile, ma alla fine é molto piú pratico recitare il rosario, fare una Novena o leggere dei foglietti dove tutto é giá preparato, che sforzarci di “ascoltare” e “attualizzare” quanto la Parola di Dio ci vuole dire oggi. Siamo, peró, in buona compagnia, stiamo seguendo infatti l’esempio del Papa e di tutto il Brasile impegnato nella maggiore conoscenza e uso della Bibbia. É in corso uma campagna chiamata “Un Milione di Bibbie” e noi ne abbiamo giá ricevute 10.000.
Sarebbero proprio per quelle persone che non hanno i soldi per comprarsi una Bibbia. Chi puó regali una Bibbia a chi non puó comprarla. Sto arrivando alla fine della mia “letterina” natalizia. In fondo a Natale noi celebriamo la Parola che si é fatta carne, in Gesú. La Parola di Dio si é fatta ascoltare, vedere, toccare. Ha riso e pianto come noi. Ha esultato per l’accoglienza dei piccoli e si é rattristata per il tradimento di quanti dovevano esserle piú vicini. É entrata nella casa di peccatori, ha passato lunghe notti in silenzio per ascoltare, a sua volta, Colui che l’aveva inviata.
In quel Natale, la Parola é stata rifiutata, perché non c’era piú posto alla locanda. Qualcuno peró si é alzato nella notte e l’ha trovata. Ha ascoltato gli angeli cantare gloria a Dio e pace in terra agli uomini amati da Lui. La parola é stata adorata dai Magi, fedeli seguitori della Stella e che non si sono lasciati ingannare dalle false parole di Erode. Poi la Parola, sulla Croce, ci ha detto le sue ultime parole di perdono, de pace e di fiducia nel Padre. Ha potuto dire con tutto il cuore: - Tutto é compiuto -. Infine alla sera di Pasqua ha sorpreso tutti dicendo: - La pace sia com voi. Sono io, non temete -. Parole sempre nuove di vita, speranza, coraggio. Queste parole non smettono di parlarci. Ormai sono la Parola viva, la Buona Notizia di Gesú Risorto che deve essere sempre annunciata di nuovo. Anche noi, a Natale diremo tante parole. Soprattutto AUGURI!
Anch’io lo dico a tutti. Auguri perché sappiamo accogliere la Parola-Gesú e non rimaniamo sordi alla sua chiamata. Auguri per accogliere le nuove parole, dette e non dette, dai poveri, dai feriti lungo i cammini della vita, dai solitari, dagli abbandonati. Tutto quanto faremo per loro lo avremo fatto al Signore. Parola di Gesú!
Grazie a tutti di cuore. Che il nuovo Anno sia pieno di gioia di parole vere e sincere, di amore e di pace. Per tutti.
+ Piero Conti
Macapá 21 novembre 2010, Festa di Cristo Re